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Cos'è la cedolare secca?

Area legale: Locazioni ad uso abitativo
Avvocato Accanto

La cedolare secca è un’imposta che si pone come alternativa al regime di tassazione ordinario (Irpef, Imposta di registro, Imposta di bollo). La cedolare secca, dunque, consente al locatore, persona fisica, di pagare un’aliquota fissa sull’intero canone delle locazioni ad uso abitativo, senza alcuna detrazione forfettaria. Non può essere utilizzata dai locatori che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo. 

- per i contratti di locazione a canone libero corrisponde al 21%del canone annuo stabilito dalle parti               

- per i contratti di locazione a canone concordato corrisponde al 10% del canone annuo per il quadriennio 2014-2017, aumenta al 15% dal 2018,  purchè le abitazioni che si trovino:
• nei Comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe)
• nei Comuni con carenze di disponibilità abitative (*)
• nei Comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti il 28 maggio 2014 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 47/2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

Resta l’obbligo di versare l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione

(*) Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma,

Torino e Venezia e comuni confinanti; gli altri comuni capoluogo di provincia.
L’imposta sostitutiva si applica sul totale del canone annuo di locazione, senza
considerare le riduzioni forfetarie previste nel regime ordinario di tassazione.
ATTENZIONE
Scegliendo la cedolare secca il locatore rinuncia, per un periodo corrispondente alla durata dell’opzione, alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se prevista nel contratto, a qualsiasi titolo (incluso quello per adeguamento Istat).
La rinuncia alla facoltà di aggiornamento deve essere comunicata al conduttore, con lettera raccomandata. È esclusa la validità della raccomandata consegnata a mano, anche con ricevuta sottoscritta dal conduttore. In caso di più conduttori, l’opzione va comunicata a ciascuno di essi. Per i contratti di locazione di durata complessiva nell’anno inferiore a trenta giorni (per i quali non vige l’obbligo di registrazione) e per quelli in cui è indicata espressamente la rinuncia, a qualsiasi titolo, all’aggiornamento del canone, non è necessario inviare al conduttore alcuna comunicazione

 

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