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Ho diritto a recarmi nella seconda casa di famiglia che però è intestata a mio suocero?
Diritto del Consumatore | (22/04/2021)
Vorrei capire se con gli ultimi DPCM del governo, ho diritto a recarmi nella seconda casa di famiglia che però è intestata a mio suocero. La casa è attualmente disabitata ed è sempre stata utilizzata dal mio nucleo famigliare come seconda casa dal 2004. Se ne ho diritto cosa dovrei dichiarare in caso di controllo?
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Risposta del 22/04/2021

Le disposizioni emergenziali hanno sempre consentito di fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Dal 16 gennaio 2021, poi, le ultime normative non hanno più previsto alcuna limitazione rispetto alle cosiddette "seconde case". Il rientro nelle “seconde case”, pertanto, deve considerarsi consentito. Ciò anche spostandosi in un’altra Regione o Provincia autonoma (da e verso qualsiasi zona: bianca, gialla, arancione, rossa)[1], a meno che disposizioni locali, più restrittive, non lo permettano.

Quanto alla nozione di “seconda casa” è bene precisare che non sussiste una precisa definizione giuridica come ad esempio per i termini “residenza” o “domicilio”[2]. In ogni caso, con questo termine si indicano le abitazioni non principali di un soggetto. Le ultime disposizioni hanno identificato come “seconde case”, non solo immobili di proprietà, ma anche gli immobili presi in affitto prima del 14 gennaio 2021.

La sezione FAQ presente sul sito del Governo Italiano[3], poi, offre alcune indicazioni che permettono di precisare e definire i limiti di questa disposizione.

Viene specificato, infatti che "è possibile raggiungere le seconde case […] solo per coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2. Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021[4].

Si legge ancora “naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa (art. 2704 del codice civile) o, eventualmente, anche con autocertificazione”.

Dunque, anche alla luce delle indicazioni fornite dal Governo, se la casa è di proprietà di un altro soggetto non appartenente al nucleo famigliare – anche se parente – non potrà essere considerata “seconda casa”.

Nella situazione da lei descritta, pertanto, non potrebbe dimostrare di essere proprietario dell’immobile, né esibire il titolo richiesto dalla legge (come ad esempio un contratto di locazione). Nell’eventualità di controlli da parte delle Forze dell’Ordine, dunque, potrebbe rischiare di essere sottoposto a sanzione amministrativa.

[1] Si precisa che, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, e dell’art. 1, comma 2, del decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44, dal 6 al 30 aprile 2021 in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni.

[2] Art. 43 c.c. “Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale”.

[3] https://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638

[4] Cfr. FAQ Covid-19 (https://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone) D. “È possibile fare rientro nella cosiddetta “seconda casa”? Se sì, ci sono dei limiti?”

  1. “Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare "rientro" alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette "seconde case". Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al "rientro", è possibile raggiungere le seconde case, anche in un'altra Regione o Provincia autonoma (da e verso qualsiasi zona: bianca, gialla, arancione, rossa), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2. Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa (art. 2704 del codice civile) o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato”

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