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Interruzione ingiustificata dell'elettricità: cosa fare?
Diritto del Consumatore | (22/05/2018)

Buongiorno avrei bisogno di un vostro consiglio. A febbraio l'Enel ha staccato l'elettricità da casa mia senza alcuna valida ragione. "c'è stato un errore" hanno detto. Per 3 giorni, a Torino, nei giorni più freddi dell'anno siamo stati senza corrente con una bambina piccola che ha preso in quei giorni anche la febbre e che doveva fare cure di aereosol. Abbiamo affidato la cosa ad un'associazione di consumatori che non ci sembra troppo motivata, comunque, hanno inviato lettere ed Enel ha risposto che "riconosce danno e volontà di un risarcimento economico". Visto che questi avvocati non ci stanno dando troppe indicazioni sentiamo l'esigenza di rivolgerci ad altri provando a capire da adesso cosa conviene fare. Enel manderà un perito per capire l'entità del danno. Per noi il danno più grosso è stato dover abbandonare per 3 giorni casa, alle 23 a -10 gradi con bimba che ha preso febbre da questa cosa. Secondo voi ci sono gli estremi per i danni morali? Grazie.

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Risposta del 22/05/2018

Per rispondere al Suo quesito, riteniamo opportuno segnalare quanto segue.

Se, nonostante il preciso e puntuale adempimento contrattuale da parte Sua nei confronti di Enel, quest'ultima ha, del tutto immotivatamente, arbitrariamente ed ingiustificatamente, interrotto la fornitura di energia elettrica nella Sua abitazione per tre giorni, vi è stato sicuramente un grave ed evidente inadempimento al contratto di somministrazione di energia elettrica, che Le ha recato un notevole pregiudizio, anche per il semplice fatto di aver alterato le Sue abitudini di vita e limitato le Sue normali attività.

Dunque se è pacifico, come ci sembra nel caso di specie, che l'utente abbia puntualmente pagato le bollette per i consumi, la sospensione dell'erogazione dell'energia elettrica da parte del fornitore risulta arbitraria ed illegittima, configurandosi un inadempimento all'obbligo derivante dal contratto stipulato con l'utente.

Come statuito anche di recente dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 25731 del 22 dicembre 2015, qualora venga sospesa l’erogazione di energia elettrica a favore di un utente senza un valido motivo, a quest’ultimo deve essere risarcito il danno subito dalla mancata fruizione del servizio.

Nel Suo caso vi è stata sicuramente una lesione del Suo diritto all'estrinsecazione della persona nel pieno godimento della tranquillità e serenità familiare e nella vita di relazione.

Come noto, il danno non patrimoniale è risarcibile “nei soli casi previsti dalla Legge", e cioè, secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 c.c., anche quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale; in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione di tali interessi che dovranno essere selezionati caso per caso dal Giudice.

Nel caso di specie, qualora Lei riesca a provare il protrarsi della mancata fornitura dell'energia elettrica per alcuni giorni ed a dimostrare di aver pagato puntualmente tutte le bollette (emesse da Enel) per la suddetta fornitura, la liquidazione del danno non patrimoniale a Suo favore potrà  avvenire anche in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c.

 

 

 

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