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Diritto del lavoro | (04/09/2019)

Salve,mi chiamo ....lavoro per una società di sicurezza, volevo chiedervi se il mio responsabile dei turni, può a suo piacimento agevolare sempre le stesse persone facendo svolgere loro turni fissi es. 6/14 mentre tutti dovremmo lavorare mattina pomeriggio e sera, inoltre può egli fare i turni per la propria compagna che appunto svolge sempre il 6/14 fisso sempre nella stessa postazione, sempre con le stesse persone che di solito vengono agevolate?? Può dichiarare di non far fare le notti alle donne mentre a gli uomini si? Non facciamo parte della stessa azienda? Non indossiamo la stessa divisa? Non abbiamo a parità gli stessi doveri e diritti e la stessa paga?

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avvocato Egidio  Rossi
Avvocato Egidio Rossi
Risposta del 04/09/2019

Il lavoro a turni è caratterizzato dall'organizzazione di diversi dipendenti che vengono occupati negli stessi posti di lavoro, secondo un determinato ritmo (compreso quello rotativo). Il ritmo può essere di tipo «continuo» o «discontinuo» e comporta la necessità per i lavoratori di compiere un lavoro a ore differenti su un periodo determinato di giorni o di settimane.

Le regole principali sul lavoro a turni si trovano nel contratto collettivo. È in questo che vengono disciplinate le modalità – anche generiche – di organizzazione del lavoro. Se il Ccnl non dovesse disporre alcunché si applicano le norme di legge e, laddove non previsto nulla, il datore di lavoro è libero di organizzare come meglio crede la propria azienda, fatto salvo il dovere generale di buona fede e il divieto di discriminazione. A tal fine deve rispettare comune l’orario di lavoro e quello dei riposi.

In generale, nell'organizzazione dei turni il datore di lavoro dovrebbe rispettare alcuni principi base, ovvero: ottimizzazione delle risorse umane a disposizione, attenzione a l’integrità psicofisica degli addetti, miglioramento della qualità del servizio offerto, assegnazione di un peso in termini di priorità ai turni inderogabili da gestire per poi distribuire le risorse a disposizione agli altri, attenzione ai vincoli personali (es. esenzioni per motivi di salute o familiari) e professionali (la necessità di figure provviste di determinate skill), offerta di un servizio puntuale alla clientela, miglioramento del clima di lavoro attraverso una chiarezza di attribuzione dei turni di lavoro e di comunicazione interna (obbligo del preavviso dei turni), necessità più fluida e flessibile l’organizzazione del lavoro tra le varie filiali, assegnazione di ferie e recuperi secondo le rispettive spettanze.

Particolare attenzione ai turni di lavoro notturno per quanto riguarda le donne in quanto, per le lavoratrici madri con prole fino ad un anno di età, vi è il divieto di svolgimento di turni notturni (dalle ore 24 alle ore 6), mentre per le donne lavoratrici con prole fino a tre anni di età vi è la facoltà di non svolgere il turno notturno.

Tutto ciò premesso, nel caso prospettato bisognerebbe capire se, innanzitutto, le lavoratrici donne non rientrino nelle categorie sopra elencate e, sopratutto, capire se la libertà organizzativa del datore di lavoro nell'organizzazione dei turni non sia contraria a disposizioni del CCNL e non sia, in qualche modo, discriminatoria o tale da compromettere la vita sociale dei lavoratori che lamentano una non corretta rotazione dei lavoratori.

 

Avvocato Egidio Rossi

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