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Quali sono i licenziamenti sospesi dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Rilancio?
Diritto del lavoro | (23/05/2020)

Sono stato licenziato il 10 Marzo e percepisco la Naspi dal 09 Aprile. Il 20 maggio il mio datore di lavoro chiede che torni a lavorare perché afferma che il licenziamento è stato invalidato a seguito del decreto del 17 Marzo 2020. E' vero che il licenziamento è invalido a seguito del Decreto Cura Italia? La mia Azienda deve comunicarmi per iscritto l'invalidità del licenziamento? ?

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avvocato Egidio  Rossi
Avvocato Egidio Rossi
Risposta del 23/05/2020

Innanzitutto sarebbe opportuno sapere se l'azienda che l'ha licenziata ha più o meno di 15 dipendenti e, soprattutto, se ha licenziato soltanto Lei o anche altri Suoi colleghi.

Questo in quanto potrebbe esservi una diversa interpretazione sull'efficacia e validità del Suo licenziamento a seconda che sia stato disposto nell'ambito di una procedura per licenziamento collettivo (oltre 5 dipendenti), oppure che si tratti di un licenziamento singolo in azienda con meno di 15 dipendenti.

Nel caso di licenziamento collettivo, infatti, l'art. 46 del Decreto Cura Italia del 17 marzo 2020 ha previsto espressamente che le procedure di licenziamento avviate nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 sono sospese, e il lavoratore doveva essere posto in cassa integrazione. Con l'entrata in vigore del recente Decreto Rilancio (20 maggio 2020), peraltro, rientrano nella sospensione anche le procedure di licenziamento del singolo lavoratore avviate nel sopra citato periodo per le aziende con più di 15 dipendenti.

Per i licenziamenti individuali in aziende con meno di 15 dipendenti, invece, c'è una interpretazione discordante tra chi ritiene che nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 anche questi licenziamenti devono ritenersi sospesi, e chi ritiene che i licenziamenti sono validi in quanto esclusi dalla sospensione prevista solo per i licenziamenti collettivi (e, oggi, per i licenziamenti singoli disposti da aziende con oltre 15 dipendenti).

Le segnaliamo, per completezza, che il "Decreto Rilancio", entrato in vigore proprio il 20 maggio 2020, all'art. 80 ha previsto, per tutte le aziende (indipendentemente dal numero di dipendenti) che hanno licenziato per giustificato motivo oggettivo nel pariodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020, la facoltà di revocare il licenziamento a suo tempo disposto purchè, contestualmente, facciano richiesta di cassa integrazione salariale.

In sostanza, e questo lo può accertare con l'azienda, l'azienda potrebbe avere espresso la volontà di avvalersi di questa facoltà e, quindi, revocare il licenziamento.

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