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Ho ricevuto un immobile per testamento. Che documenti servono per venderlo?
Eredità e Successioni | (10/04/2019)
Buonasera io e mio fratello entrambi maggiorenni abbiamo avuto in eredità,tramite testamento di mio nonno,deceduto.ormai da 15 un appartamento.Lo abbiamo messo in vendita e al momento del contratto preliminare il notaio della controparte ha affermato che per poterlo vendere occorre da parte di mia.madre e di mia zia;(figlie del defunto)una dichiarazione pro forma per l’autorizzazione alla vendita per salvaguardare gli acquirenti,qualora sia mia madre che mia zia decidessero un giorno di riprendeselo.Ma può essere possibile,non avendo entrambe nessun diritto sull’eredità.Grazie
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Risposta del 10/04/2019

L'iniziativa del Notaio pare esclusivamente una forma estrema di tutela, non del tutto sostenuta da argomenti in diritto.

In effetti, al decesso del nonno le chiamate all'eredità per legge (titolari di una quota legittima - c.d. quota di riserva- in quanto figlie del de cuius, ovvero titolari di una quota che, se avessero preteso, avrebbero avuto diritto di ottenere nella misura di 1/3 ciascuna) sarebbero state le figlie.

Gli eredi legittimi (quali sarebbero state Vostra madre e Vostra zia, figlie del defunto) hanno un termine di 10 anni, per attivare una azione di riduzione del testamento, laddove sussista una lesione della quota di legittima

Il termine per tale azione non è esplicitamente previsto dal nostro Ordinamento ma, in assenza di chiare disposizioni sul punto, si ritiene operare il termine ordinario decennale di prescrizione (vd. art. 2946 cod. civ.).

Solo sulla scorta di tale considerazione (la mancata espressa previsione normativa), molto didattica, può sostenersi la fondatezza dell'indicazione del notaio.

Dalle date che Ella ci riporta, dal decesso e quindi dall'apertura della successione sono trascorsi ormai 15 anni e pertanto è decaduto il termine, per fare valore la lesione della quota di legittima.

Su queste basi non è complessivamente ipotizzabile che le già eredi legittime possano "riprendersi" o accampare diritti sul bene immobile in oggetto.

*****

È, tuttavia, ipotizzabile che il suggerimento del Notaio sia atto a garantire una serena circolazione del bene immobile in futuro, poiché sempre più spesso gli istituti bancari sono riottosi a concedere mutui agli acquirenti di un immobile che provenga da successione (testamentaria o di legge). In concreto, più documentazione attesti come possano essere escluse rivendicazioni sul bene (fondate o meno), meglio è garantita la commerciabilità del bene.

Riteniamo sia uno scrupolo più a tutela degli attuali acquirenti, che un atto doveroso prescritto dalla legge.  

Avvocato Fabrizio Tronca

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