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Eredità e Successioni | (13/12/2017)
Vi scrivo per sottoporre la questione: ho un solo fratello maggiore di due anni e mio padre è morto anni fa. Abbiamo tre case, una villa in campagna dove siamo cresciuti e vive ora mia madre. Una in città e una al mare. A parte quella al mare al sud che era di mio padre ed è quindi 1/3 mia, 1/3 di mia madre e 1/3 di mio fratello, le altre due sono 1/6 mia 1/6 di mio fratello e 4/6 di mia madre. Mio fratello si è sposato e ha due figli, io sono single. Lui ora vive in una casa comprata con un mutuo io in una in affitto. Mio fratello vuole spostarsi nel piano di sotto della villa in campagna, provvista anche di un ampio giardino e una corte etc. Vuole ristrutturare e impossessarsi della ex-falegnameria e del garage per farne una casa sotto il piano abitato da mia madre. Ha chiamato un geometra e non mi tiene informato sulle manovre preparatorie. Mia madre mi dice senza problemi che vuole vendere la casa in città e pagare i lavori a mio fratello. Quando chiedo di me mi risponde che dovrò attendere la sua morte, per prendere il suo posto. In verità immagino che poi mio fratello avrà anche diritti sul piano di sopra. Ai miei inviti alla ragionevolezza fanno orecchie da mercante. Mia madre fa finta di essere scema, mio fratello butta nero di seppia. Mia nipote di 4 anni è più informata di me. Una volta ha iniziato a parlare dei piani e l'hanno zittita cercando goffamente di distrarmi. Cosa devo fare ? Ho dei diritti ? Mi serve un avvocato immagino. Dato che prevedo che sarò ignorato sul piano della ragionevolezza, posso pretendere la vendita di qualche immobile per la mia parte? La casa al mare è molto lontana ed è un valore affettivo, ma in questa situazione pretenderne la messa in vendita mi sembra uno strumento per riportare la ragionevolezza senza arrivare ove possibile a scontri legali . Cosa altro posso fare o mi consiglia ? La legge mi tutela in qualche modo ? Più che l'eredità, mi interessa poter avere un trattamento equo ora. Cordialmente
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avvocato Livia Achilli
Avvocato Livia Achilli
Risposta del 13/12/2017
Precisiamo da subito che quanto ad una tutela dell’eredità di Sua madre, essendo la stessa ancora vivente, non è possibile attivare alcuna azione immediata. In particolare Sua madre è libera di vendere i beni di sua proprietà, ovvero di donarli (nel caso, all’apertura della successione, sarà esperibile l’azione di riduzione) e, ancora, di donare a Suo fratello delle somme, affinché lo stesso possa utilizzarle nel proprio interesse (anche su tali somme, alla dipartita di Sua madre, si potrà attivare l’azione di riduzione della donazione, che illustreremo in calce). *** Quanto ai beni (immobili) attualmente in comunione ereditaria, trattiamo di un regime ben definito e strutturato nel nostro Ordinamento. Con particolare riferimento alla villa in campagna, le cui quote di comproprietà sono attribuite nella misura di 1/6 a Ella, 1/6 al fratello e 4/6 alla madre, ebbene il fratello prima di disporre della stessa a proprio piacimento, quindi ristrutturarla, goderne, utilizzarla nella misura che ecceda il 1/6 di sua competenza, deve avere l’accordo degli altri comproprietari (nel caso di opere di ristrutturazione straordinaria) ovvero, in caso di utilizzo e/o occupazione del bene oltre 1/6 corrispondere agli altri comproprietari una indennità di occupazione. Caso concreto: Suo fratello ristruttura ed abita parte della villa che ecceda la sua quota ideale di 1/6; dovrà corrisponderLe una indennità (molto prosaicamente, una sorta di canone) parametrata alla parte della Sua quota di cui andrà a godere. *** All’atto pratico, suggeriremmo un intervento del Legale, destinato a tutti i coeredi, mediante il quale si intimi a mezzo lettera raccomandata a.r. di informare se vi siano in corso dei lavori sul bene comune, il tipo e la finalità di tali lavori e, nel caso, se siano volti ad occupare l’immobile in una misura eccedente 1/6 di cui è titolare il fratello. Contestualmente alla comunicazione, si formulerà intimazione e diffida dall’eseguire ogni intervento non già condiviso e, sempre nel caso, a corrispondere una indennità per l’eccedenza nell’utilizzo delle rispettive quote che vada ad intaccare la Sua, di quota. In difetto di riscontro o in ipotesi di diniego rispetto all’intimazione, occorrerebbe valutare l’opzione di una procedura di mediazione obbligatoria (obbligatoria proprio perché da esperire per legge prima di ogni causa giudiziaria che riguardi la comunione ereditaria) e quindi di una procedura giudiziale. Ancora, in alternativa, si potrebbe intimare che, persistendo un utilizzo oltre le norme sulla comproprietà del bene, potrebbe procedersi ad una causa di divisione e scioglimento della comunione, con conseguente vendita all’asta dell’immobile. È verosimile che davanti a tali scenari, Suo fratello possa tornare a più miti, e soprattutto rispettosi delle norme, consigli. *** Riprendendo il tema sopra accennato della futura eredità della madre, consideri che, qualora la stessa in vita donasse denaro o altri beni a Suo fratello, Lei all’apertura della successione della madre potrà attivare l’azione di riduzione. Tale azione consente di recuperare, destinandolo ad una divisione equa tra i coeredi legittimi, parte del patrimonio già elargito a Suo fratello (donatario). A titolo di mero esempio: in vita Sua madre dona al figlio € 100.000,00 per la ristrutturazione dell’immobile. Alla dipartita la madre lascia un patrimonio di € 200.000,00: tale somma non dovrà esser suddivisa 50%/50% tra i due fratelli, ma andrà sottratto quanto già ricevuto in precedenza dal donatario. Quindi, a’ soli fini di una comprensione pratica, anziché € 100.000,00 a testa, potranno pretendersi € 150.000,00 per Lei, con i residui 50.000,00 al fratello (più € 100.000,00 ricevuti mediante donazione, ognuno avrà così ricevuto per effetto della successione € 150.000,00).

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