HOME
AREE LEGALI
SERVIZI
DOMANDE E RISPOSTE
SOCI coop
LOGIN
REGISTRATI
HELP
I NOSTRI PROFESSIONISTI
Q&A
Famiglia | (25/10/2019)
Buon giorno, vorrei sapere se una persona non sposata senza alcun reddito, titolare di assegno sociale (vecchia pensione sociale) padre di un figlio di 7 anni,nato in Italia ma residente all’estero con la propria madre, possa recarsi all’estero per un periodo non superiore ai 29 gg. continuativi ogni mese per accudire il figlio,non superando in totale i 180 gg. Annui. In pratica se il titolare dell’assegno sociale si reca per 6 mesi,ogni mese all’estero per 20 gg. continuativi fanno un totale di 120 giorni non continuativi.In questo caso l’assegno sociale puo’ essere sospeso?? Nel messaggio inps 3239 del 4 Agosto 2017 si parla di sospensione relativamente al superamento di 29 gg. continuativi.Vi sarei grato se potreste delucidarmi perchè secondo questo messaggio sembrerebbe che solo la continuatività del superamento di questi 29 gg. possano far sospendere l’assegno. Grazie
Segui l'avvocato e ricevi aggiornamenti quando pubblica nuovi contenuti legali
Grazie per aver iniziato a seguire questo avvocato
Sei già registrato! La tua e.mail risulta già esistente
Si prega di contattare l'amministratore
avvocato Marta Calderoni
Avvocato Marta Calderoni
Risposta del 25/10/2019

Per rispondere al Suo quesito, riteniamo opportuno segnalare quanto segue.

L'assegno sociale (ex pensione sociale) è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge n. 335/1995 (più precisamente, dall'art. 3 c. 3), ed era rivolto a cittadini italiani e stranieri (quest’ultimi in possesso di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo), residenti nel territorio nazionale, che versano in “stato di bisogno”.

Il requisito della residenza nel territorio italiano è dunque imprescindibile per ottenere la prestazione, che è espressamente riservata ai soli residenti.

A tal proposto, l'INPS si è espressa in diverse occasioni, indicando quale perfezionamento del requisito della residenza la dimora effettiva, stabile ed abituale in Italia e prevedendo la sospensione dell’assegno in caso di permanenza all’estero per un periodo pari o superiore a 30 giorni e la revoca se l’interessato non fosse rientrato in Italia decorso un anno dalla sospensione.

Con successive indicazioni interne l’Inps ha disposto che il mese di allontanamento dal territorio nazionale poteva essere raggiunto sommando più periodi di allontanamento inferiori ad un mese.

Da ultimo con il messaggio n. n. 3239- 2017 da Lei citato, L'INPS ha confermato la linea generale precedentemente adottata, apportando le seguenti modifiche:

- l’assegno sociale è sospeso se trascorrono più di 29 giorni continuativi di allontanamento dall’Italia, tranne nei casi in cui la permanenza all’estero sia dovuta a gravi motivi sanitari documentati;

- la sospensione, con recupero della prestazione, decorre dal 1 giorno del mese di trasferimento;

- trascorso un anno dalla sospensione la prestazione viene revocata.

Sembrerebbe dunque chiaro che il limite dei 29 giorni permetta al titolare di assegno sociale di allontanarsi più volte dall’Italia per periodi pari o inferiori al suddetto limite senza incorrere nella sospensione.

Inoltre sottolineiamo che la Corte di Cassazione, nell'anno 2008, ha chiarito che il concetto di abitualità della dimora non è necessariamente collegato alla continuità e definitività della stessa ma si concretizza a condizione che la persona mantenga nel territorio la sua abitazione, vi torni quando è possibile, e mostri l’intenzione di mantenervi il proprio centro di relazioni familiari e sociali.

 

Avvocato Marta Calderoni

DOVE CI TROVI

se vuoi incontrarci di persona


Se vuoi incontrarci di persona e conoscerci ci trovi in via Arona 15 a Milano, presso il punto di consulenza Avvocato Accanto, tutti i giorni da lunedì a venerdì e su appuntamento anche il sabato. Ti aspettiamo.


Avvocato Accanto, Via Arona 15 Milano 20149
tel. 02 3664 4280