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Famiglia | (03/06/2019)

Salve, ci tengo subito a ringraziarla per la sua disponibilità. Mi presento, sono un ragazzo di 24 anni, il mio nome è ...., e da quando avevo 3/4 anni che nutro un disagio personale. So che può sembrare strano e alquanto infantile, ma il mio disagio è legato proprio al mio nome anagrafico, che non riesco a farmi piacere in alcun modo. Non le nego che tutto ciò mi ha portato ad avere soprattutto in età adolescenziale problemi di natura sociale, ma anche a livello personale. Questo senso di disagio fa si che mi presenti alle persone con un filo di voce, quasi come se avessi vergogna di questo nome, tutto ciò ingigantito anche dal fatto che alcune persone (come si usa al sud) hanno iniziato a chiamarmi con nomignoli e storpiature come ..., ..., . Quello che le chiedo è la fattibilità della pratica, e le conseguenze su atti pregressi, come i vari documenti, titoli di studio, ecc. Grazie. Saluti.

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avvocato Marta Calderoni
Avvocato Marta Calderoni
Risposta del 03/06/2019

Per rispondere al Suo quesito, riteniamo opportuno segnalare quanto segue.

La domanda per il cambio del nome, seppur consentita a qualunque cittadino italiano, solitamente ai fini dell'accoglimento deve avere carattere eccezionale ed essere fondata su ragioni di rilevanza oggettiva e documentazione adeguata.

Il cittadino, infatti, non ha diritto di ottenere il cambio di nome e cognome, ma ha soltanto un interesse legittimo in tal senso. Pertanto il Prefetto ben potrebbe rigettare l’istanza ove ritenga che le motivazioni in essa addotte non siano meritevoli di tutela.

A tal proposito precisiamo che giurisprudenza consolidata attribuisce un ampio riconoscimento alla facoltà di cambiare il proprio nome (o cognome), pertanto la sfera di discrezionalità riservata alla Pubblica amministrazione deve essere limitata ai soli motivi di pubblico interesse che giustifichino il sacrificio dell’interesse privato del soggetto che intende cambiare il proprio nome (anch’esso meritevole di tutela secondo l’ordinamento).

Ciò comporta che la domanda di mutamento del nome può essere motivata anche da ragioni soggettive e atipiche (non espressamente indicate dalla legge), purché non contrastanti con il pubblico interesse alla stabilità e certezza degli elementi identificativi della persona e del suo status giuridico e sociale.

Nel caso di specie riteniamo che le ragioni che La spingono a promuovere l’istanza possano essere ritenute meritevoli di tutela dal competente Prefetto.

Sottolineiamo inoltre che l’ufficio prefettizio di competenza è quello della provincia del luogo di residenza o del luogo nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello Stato civile dove si trova registrato l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce.

Una volta depositata l’istanza, il Prefetto provvederà a svolgere un’attività istruttoria a seguito della quale, ove ritenga di prendere in considerazione la domanda, autorizzerà il richiedente (con apposito decreto) a far affiggere all’albo pretorio del Comune di nascita e di residenza attuale, un avviso contenente il sunto della stessa. Tale avviso dovrà essere affisso per trenta giorni consecutivi.

Questa forma di pubblicità ha lo scopo di consentire a chiunque ne abbia interesse, di opporsi all’istanza. L’atto di opposizione potrà essere presentato entro massimo 30 giorni dalla data dell’ultima affissione o eventuale notifica.

In mancanza di opposizione, Lei potrà presentare in prefettura la copia dell’avviso con attestazione della avvenuta affissione e della sua durata; di seguito il Prefetto, dopo aver accertato la regolarità dell'iter seguito, emetterà il decreto col quale autorizza il cambio del nome.

 

Avvocato Marta Calderoni

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