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Mio padre si disinteressa di me da molti anni. Quali tutele?
Famiglia | (22/07/2020)

Mio padre non si interessa di me da molti anni, ha perso la testa per una donna, io posso richiedere dei danni? e come posso tutelarmi?

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Risposta del 22/07/2020

Il nostro ordinamento disciplina i diritti e soprattutto i doveri dei genitori nei confronti dei figli, in particolare dei figli minorenni, per tutelare nel miglior modo possibile i diritti di questi ultimi.

Ai sensi dell’art. 337-ter c.c., “Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.

Per realizzare la finalità di cui sopra, il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa

Per quanto attiene al mantenimento, invece, questo è dovuto, sia in favore del figlio minore, sia in favore del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente.

L’art. 337ter c.c. regola anche gli aspetti del mantenimento dei figli nell’ambito della crisi della coppia e, in particolare, dispone che:

“Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio.

2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori.

3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore.

4) le risorse economiche di entrambi i genitori.

5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

L'assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice”.

Nel caso in cui Suo padre non avesse rispettato gli obblighi di mantenimento, omettendo ad esempio il versamento degli assegni, questi potranno essere richiesti a mezzo esecuzione forzata (si segnala, tuttavia, che potranno essere richieste solo le mensilità non ancora prescritte).

Si segnala, poi, che in seguito alla riforma introdotta con la L. 54/2006, il nostro ordinamento prevede che “In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente:

1) ammonire il genitore inadempiente;

2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;

3) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;

4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende”.

Altro caso è quello dell’abbandono morale, oppure materiale dei figli. Su questo si è pronunciata la Corte di Cassazione che, con sentenza n. 16657/2014, ha stabilito che un padre che per molti anni privi i figli dell’affettività paterna e si rifiuti di corrispondere i mezzi di sussistenza, negando loro ogni aiuto – non solo economico – tiene un comportamento per cui il figlio, o il genitore esercente la responsabilità genitoriale se minore, può richiedere un risarcimento per il danno subito.

Si segnala, infine, come la violazione degli obblighi di assistenza familiare, in certi casi, potrebbe integrare il reato di cui all’art. 570 c.p.

 

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