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La moglie ha condotte violente contro il marito. Come proteggersi?
Famiglia | (13/06/2019)
Salve, gentilmente vorrei sapere se nel divorzio che deve ancora iniziare, il mio compagno possa richiedere l allontanamento dall ex, con la quale ha una figlia di 5 anni. Di seguito ad aggressioni verbali della controparte nei confronti miei e del mio compagno, chiedendo un tramite tra loro due perche la situazione non è piu tollerabile Cordiali saluti
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Risposta del 13/06/2019

In ipotesi di violenza domestica, il nostro Ordinamento prevede dei rimedi di differente gradazione.

Il familiare che eserciti violenza su altro parente, può infatti essere soggetto ad un ammonimento, che diffidi il soggetto dal persistere con le condotte violente.

Rimedio più concreto è l'ordine di protezione, gravante sul soggetto violento, cui è impostoll'allontanamento dalla casa (non è la nostra fattispecie) e di non recarsi nei luoghi frequentati abitualmente dalla dedotta vittima.

Tali due strumenti non pretendono sia già stato consumato un reato o che vi sia un procedimento, poichè in astratto sono tesi a prevenirlo e a tutelare l'integrità psico-fisica della dedotta vittima. 

Resta fermo che in caso di condotte che consumino un reato, sussistono i rimedi della querela, che avvia l'azione penale della Procura. 

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La fattispecie che ci rappresenta costituisce una situazione di fatto ibrida, poichè si suppone che i due soggetti (vittima e soggetto agente) non vivano più insieme.

È, inoltre, estremamente rilevante osservare come sia coinvolto un minore.

Salvo prova contraria il minore è affidato ad entrambi i genitori e comporta che gli stessi siano giocoforza tenuti ad avere contatti, per coordinare le decisioni rilevanti sulla vita del minore e le stesse decisioni sulle esigenze ordinarie. Questo deve essere il soggetto maggiormente tutelato.

In tale contesto può suggerirsi di rivolgersi alla figura del coordinatore genitoriale, ovvero una figura professionale terza, che può essere incaricata o (i) su iniziativa degli stessi genitori contrattualmente, o mediante (ii) nomina del giudice proprio nello stesso procedimento di divorzio.

La funzione di tale figura (mutuata dal sistema statunitense dell'Alternative Dispute Resolution) è di affiancare i genitori (secondo i termini e le modalità e le finalità individuate dagli stessi contrattualmente o dal giudice nello stesso procedimento di divorzio) nello svolgimento del ruolo genitoriale.

Tale figura assiste le parti nella riduzione dei conflitti dannosi (potrebbe aiutare a ridurre la conflittualità latente tra i due genitori e eliminare le ragioni delle aggressioni verbali), svolge una funzione educativa (per genitori e figlio) e in generale ha una funzione di gestione dei conflitti.

Il suggerimento è di confrontarsi con il legale che assisterà il Suo compagno nel divorzio, sia sulle ipotesi di ordine di protezione (soluzione più immediata e non necessariamente capace di eliminare le cause del conflitto) che sulla richiesta al Giudice di nominare un coordinatore genitoriale.

Avvocato Fabrizio Tronca 

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