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Marito violento. Posso lasciare la casa familiare con i miei figli?
Famiglia | (01/09/2020)

Siamo sposati da 20 anni nei quali ho sempre subito violenza verbale e fisica non sono mai riuscita a lasciarlo. Ora che i miei bambini capiscono, non voglio farli crescere così. Lui non acconsentirà mai a farmi andare via. Se io prendessi i bambini e poi lontano da lui chiedo il divorzio io cosa rischio grazie

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Risposta del 01/09/2020

Nel caso in cui Suo marito Le usi violenza, morale e fisica, La esortiamo a rivolgersi alle Autorità competenti, al fine di tutelarLa da tali gravissime condotte illecite.

Ciò è anche al fine di motivare l'allontanamento dalla casa con i figli minori e non esporLa in seguito a condanne per violazione del corretto esercizio della responsabilità genitoriale. 

In via astratta e generale, infatti, i genitori sono obbligati a condividere le scelte relative ai figli minori, compresa la modifica della residenza e la scelta del genitore collocatario in caso di separazione

Diversamente, tali condizioni debbono essere determinate o omologate dal Tribunale.

È chiaro, tuttavia, che la tutela dell'integrità fisica e morale della persona, ivi compresa quella dei minori (che da quanto descrive parrebbero costretti a sopportare la vista della madre vessata dal padre, situazione che lede anche la loro crescita serena ed equilibrata) è interesse più immediato ed urgente delle - pur delicate e di pari pregio giuridico - scelte sulla residenza dei minori.

*****

Il suggerimento è quindi di sporgere querela alle Forze dell'Ordine o direttamente alla Procura della Repubblica e contestualmente indirizzare al marito una lettera, preferibilmente di un legale, con la quale si motivi la scelta di modificare la residenza propria e dei minori, sì da - come detto - non esporsi rispetto a future denunzie o contestazioni.

Tali iniziative sono, innanzitutto, necessarie per proteggere la Sua persona e valutare le condotte penalmente rilevanti del marito e, di conseguenza, fondano una motivazione alle Sue scelte e segnatamente in relazione a quella di trasferirsi.

Deve infatti scongiurarsi che tale condotta rientri nella sottrazione di minore e, in ogni caso, anche se si trasferisse, deve essere garantito ai minori di conservare (per quanto possibile) le relazioni sociali già maturate (rapporti con amici, scuola, compagni di classe, parenti).

 

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