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La ditta ha eseguito male la ristrutturazione di casa mia. Quali rimedi posso adottare?
Immobili | (04/09/2019)

Buongiorno sono la Signora ..... ho recentemente ristrutturato casa, purtroppo non ho potuto seguire lavori personalmente causa gravi problemi familiari. Morale i lavori di ristrutturazione non sono stati eseguiti correttamente come da contratto posso chiedere risarcimento danni? Grazie per l’attenzione!

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Risposta del 04/09/2019

Da quanto descrive versiamo in ipotesi di resposabilità dell'appaltatore, che non avrebbe eseguito i lavori di ristrutturazione secondo le indicazioni del committente e, in ogni caso, non a regola d'arte.

Il nostro Ordinamento prevede che l'appaltatore risponda (ovvero sia responsabile) per i vizi e/o le difformità dell'opera.

L'art. 1667 del Codice Civile dispone infatti: "L'appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell'opera [c.c. 1668, 2226]. La garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l'opera [c.c. 1665] e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purché, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall'appaltatore. Il committente deve, a pena di decadenza [c.c. 2964], denunziare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati."

Il Codice afferma pertanto il principio che i lavori debbano essere eseguiti a regola d'arte e, diversamente, sorge una responsabilità dell'impresa.

I rimedi per i vizi dell'opera sono specificati dall'art. 1668 del Codice Civile, che recita: "Il committente può chiedere che le difformità o i vizi [c.c. 1667] siano eliminati a spese dell'appaltatore, oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa dell'appaltatore [c.c. 1223]. Se però le difformità o i vizi dell'opera sono tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, il committente può chiedere la risoluzione del contratto.".

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Nel caso di specie pertanto, ove effettivamente vi siano vizi e/o difformità nell'opera, Ella può richiedere l'eliminazione degli stessi, o la riduzione del prezzo. Nel caso in cui tali vizi o difformità siano talmente significativi, da rendere il bene non adatto all'uso per il quale è destinato, può richiedersi la risoluzione del contratto (ed il risarcimento del danno, oltre alla restituzione di quanto pagato).

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Il suggerimento è di inviare immediatamente una lettera di diffida e messa in mora all'impresa appaltatrice, denunciando i vizi e chiedendone (a seconda della portata, da documentare) il ripristino, ovvero chiedendo la riduzione del prezzo.

 

Avvocato Fabrizio Tronca 

 

 

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