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Immobili | (14/09/2016)
Buongiorno. Questa mattina sono venuta a conoscenza che il proprietario della casa in cui abito con il mio compagno e suo figlio, e in cui abbiamo residenza con usufrutto gratuito, è deceduto due mesi. Sono venuta a conoscenza di questa cosa perché è arrivata una signora dicendo di aver preso accordi con la sorella del proprietario (che dice di essere la nuova proprietaria della casa, ma è da verificare), per vedere l'immobile per acquistarlo. La sorella del proprietario non sapeva nemmeno che qualcuno, ormai da un anno e mezzo, abitava in questa casa. Specifico che il proprietario ci ha dato la casa in usufrutto gratuito perché voleva rimetterla "in vita", in quanto era stata abbandonata per quasi 20 anni. Vorrei sapere quali diritti abbiamo noi come residenti e usufruttuari dell'abitazione, e se abbiamo comunque il diritto di restare nell'abitazione senza rischiare di essere mandati via da un giorno all'altro. Ringrazio per la consulenza.
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avvocato Livia Achilli
Avvocato Livia Achilli
Risposta del 14/09/2016
In merito alla sua richiesta ci pare opportuno precisarle che, il diritto di usufrutto è un diritto reale di godimento che può essere a tempo determinato o comunque per una durata non superiore alla vita dell’usufruttuario. La legge prevede che la perdita del diritto di usufrutto possa avvenire per: scadenza del termine o morte dell’usufruttuario; prescrizione estintiva ventennale; per riunione dell’usufrutto e della proprietà in capo alla stessa persona; perimento totale della cosa; abuso del diritto di usufrutto. Ciò detto, occorrerebbe innanzitutto verificare se il suo diritto di usufrutto risulta da contratto ed è stato opportunamente pubblicizzato tramite trascrizione nei registri immobiliari. Poiché in caso contrario, il diritto di usufrutto non potrebbe essere opposto nei confronti di terzi e quindi ci sarebbe la possibilità di dover lasciare la casa. Potrebbe anche non essere costretta a lasciare la casa, laddove il diritto d'usufrutto, regolarmente pubblicizzato, non fosse stato vincolato ad un termine di scadenza preciso (ad esempio durata 20 anni), bensì, come prassi, collegato alla vita dell'usufruttuario (cioè di chi gode del bene). Per accertare i profili giuridici della questione è pertanto necessario effettuare un preliminare esame dei documenti contrattuali (o testamentari), attraverso cui è stato disposto il diritto d'usufrutto.

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