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Richiesta di divorzio: conseguenze per chi prende l’iniziativa?
Separazione dei coniugi | (25/01/2018)
Salve, io e mio marito non andiamo più d'accordo, viviamo nella mia casa comprata da mio padre, dove mio marito paga solo le spese, siamo sposati da 3 anni e abbiamo una bambina di 2 anni, lavoro nella pizzeria di mio marito con contratto coadiuvante familiare. Volevo sapere se c è differenza se chiedo io il divorzio o se dovesse chiederlo lui? Chi lo richiede deve anche pagare? Ho diritto al mantenimento e/o agli alimenti? Anche se dovessi chiederlo io il divorzio? Se ci dovessimo lasciare mi ritroverò senza lavoro con una bambina piccola questo incide col mantenimento? Mio marito nonostante mi offenda e dica che non sono una bella persona ecc ecc non mi chiede il divorzio, vorrei capire anche come mai non lo chiede? Forse ha paura che dovrebbe mantenermi? Grazie in anticipo
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Avvocato Livia Achilli
Risposta del 25/01/2018
In merito al Suo quesito, Le chiariamo fin da subito che prima di procedere al divorzio è necessario chiedere la separazione consensuale o giudiziale. Potrà successivamente chiedere il divorzio trascorso un anno dalla separazione giudiziale o sei mesi in caso di separazione consensuale. Detto ciò, i costi per ottenere una separazione e poi il divorzio dipendono dalla scelta: ovvero se la separazione e il divorzio sono consensuali o giudiziale. Nel primo caso vi deve essere l’accordo dei coniugi e quindi il costo può essere suddiviso a metà tra gli stessi, mentre nel secondo caso vi è la volontà di una sola delle parti mentre l’altra deve subire la scelta. In questo ultimo caso, essendo un procedimento incardinato davanti al Giudice, sarà quest’ultimo a decidere chi dovrà sostenere le spese legali a conclusone del giudizio. Ciò non toglie che inizialmente, qualora Lei decidesse di perseguire questa strada, dovrà affrontare i costi della parcella per il Suo legale. Entrando nel merito dei contenuti di una separazione/divorzio, il genitore presso cui non verrà collocato il minore avrà l’obbligo di versare all’altro genitore un contributo mensile di mantenimento a favore della figlia. Normalmente, i minori vengono assegnati alla madre soprattutto se di età molto piccola, come nel Suo caso, e pertanto, Suo marito sarebbe obbligato a versarLe l’assegno di mantenimento in favore della figlia. La casa familiare, essendo di Sua proprietà, verrà assegnata sicuramente a Lei e pertanto Suo marito dovrà trovare un altro alloggio dove risiedere. Da ultimo, in merito all’assegno di mantenimento in Suo favore, qualora Lei conservi il lavoro presso la pizzeria, questo non sarà dovuto. Al contrario, dovesse venire meno questa risorsa economica, Lei potrebbe avere diritto al mantenimento. Il diritto al mantenimento in favore Suo o in favore della prole, non sono pregiudicati da chi presenta la domanda. Anzi è doveroso far presente al Giudice al momento della presentazione della domanda quali sono le richieste. Le suggeriamo, se fosse davvero intenzionata a separarsi, di rivolgersi ad un legale quanto prima per verificare quale strada intraprendere.

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