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Separazione consensuale e pensione sociale
Separazione dei coniugi | (17/05/2017)
Buongiorno, Le chiedo se è vero che con la separazione consensuale in casa la moglie ha il diritto della pensione sociale. Età 53 anni casalinga, 6 anni di lavoro dipendente con contributi versati negli anni 80, socio non operante in attività artigiana ad oggi esistente. Grazie.
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Avvocato Livia Achilli
Risposta del 17/05/2017
Entrando subito nel merito del Suo quesito, premettiamo che la pensione sociale spetta solo agli over 65 anni, che non percepiscono alcun reddito oppure un reddito al di sotto dei limiti di legge, sia che essi siano single, separati, vedovi oppure coniugati. In quest’ultimo caso, ossia in caso di richiedente coniugato, verrà preso in considerazione il limite previsto per il reddito familiare annuo pari a € 11.660,00 circa. Invece, in caso di persona single, la stessa ha diritto alla pensione sociale, se non percepisce alcun reddito oppure un reddito comunque inferiore all’importo annuo di € 5.830,00 circa. Ciò premesso, l’INPS non riconosce la pensione sociale a coloro che ne abbiano fatto richiesta se hanno un reddito superiore ai suddetti limiti. Nel caso di sottoposto al nostro esame, se i coniugi – come pare di comprendere – sono separati legalmente, e la moglie ha i predetti requisiti per ottenere l’assegno sociale, quest’ultima ne può fare richiesta. Tuttavia, nel Suo caso, riteniamo che la moglie non possa chiedere l’erogazione della pensione sociale innanzitutto per mancanza del requisito d’età (53 anni anichè 65 anni). Inoltre, quand’anche si sia in presenza dei predetti requisiti d’età, va osservato che in caso di coniugi legalmente separati ma di fatto ancora conviventi, essi non hanno diritto alla pensione, poiché diversamente il loro comportamento costituirebbe un atto in frode allo stato.

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