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Separazione dei coniugi | (10/03/2017)
buongiorno chiedo un informazione per sapere come muovermi. volevo chiedere mia moglie ed io non viviamo insieme dal 2011 inoltre lei ha lo stato di famiglia e la residenza con un'altra persona. in questo caso se inizio la procedura di separazione e divorzio in quanto tempo si ottiene il tutto. in attesa di una gradita risposta la saluto cordialmente
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avvocato Livia Achilli
Avvocato Livia Achilli
Risposta del 10/03/2017
Risposta Il primo passo per sciogliere il vincolo coniugale è necessariamente la separazione personale dei coniugi. Le procedure previste dalla Legge consistono nella A. separazione consensuale ovvero nella B. separazione giudiziale. Separazione consensuale Presuppone la comune volontà dei coniugi di separarsi e consente agli stessi di trovare un accordo, tra gli altri ed a titolo di esempio non esaustivo, sul successivo regime, in relazione al mantenimento di un coniuge verso l’altro, alla collocazione dei figli, alla costituzione del diritto di abitazione sulla casa familiare. La procedura in esame è agile in termini di tempistiche e vantaggiosa in termine di costi. Consideri infatti che si risolve con la redazione dell’accordo e con una sola udienza avanti il Tribunale, occasione nella quale il giudicante omologa la separazione ed autorizza i coniugi a vivere separati. Qualora fosse percorribile l’ipotesi consensuale, può anche accedersi alla c.d. negoziazione assistita, ovvero una forma di separazione che comporta un accordo steso unitamente agli avvocati che rappresentano i coniugi e che saranno poi tenuti a depositare e trascrivere l’accordo secondo le formalità di Legge. In tal caso per i coniugi non è nemmeno prevista la comparizione in Tribunale. La separazione giudiziale. In tale ipotesi c’è conflitto tra i coniugi circa la volontà di separarsi ovvero in relazione ai termini che regolamentino il regime di separazione. In tal caso il procedimento si attiva con un ricorso di parte e si instaura un vero e proprio processo, che prevede una fase istruttoria (testimonianze, esame documenti). Le tempistiche sono pertanto più lunghe – si può ragionare in termini di mesi o anni – ed i costi e le spese aumentano. *** Una volta omologata la separazione (separazione consensuale) o intervenuta la sentenza (separazione giudiziale) decorrono i termini per poter richiedere il divorzio. In ipotesi di separazione consensuale occorre attendere solo sei (6) mesi, per poter attivare il divorzio; mentre all’esito della separazione giudiziale, occorre attendere un (1) anno. Le modalità procedurali del divorzio sono identiche a quelle sopra descritte per la separazione; vi sono infatti anche in tal caso le opzioni di divorzio consensuale e divorzio giudiziale, con medesimi benefici e medesimi “inconvenienti” descritti per la separazione. *** Per completezza merita essere segnalato che due coniugi senza figli - e che in sede di separazione non debbano movimentare il patrimonio - possono separarsi avanti l’ufficiale di stato civile dell’anagrafe, sostenendo i meri costi delle marche da bollo. Essendo tuttavia la separazione un istituto delicato e certamente non prevedibile nella sua genesi, nei suoi sviluppi e nelle sue conseguenze, consigliamo l’assistenza di un legale. *** Vi sono in ogni caso nel percorso di separazione/divorzio diversi aspetti che incidono radicalmente sul regime di questi istituti (tra gli altri, abbandono del tetto coniugale, tradimento di un coniuge verso l’altro) e in particolare sull’aspetto economico e, nel caso, sulla collocazione e la frequentazione dei figli. Tali variabili, determinanti per valutare gli scenari che si aprono con la separazione, devono essere approfondite opportunamente alla luce degli elementi fattuali della vicenda.

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