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separazione e difficoltà economiche
Separazione dei coniugi | (27/08/2017)
ome faccio a separarmi se non ho soldi mio marito non me ne da io lavoro a ore come collaboratore domestica ma lui non mi rispetta mi insulta e mi tiene all"scuro di tutto
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Avvocato Livia Achilli
Risposta del 27/08/2017
Se la convivenza con Suo marito è diventata intollerabile, Lei può chiedere la separazione personale. Tale domanda viene proposta al Tribunale e può essere consensuale o giudiziale. Nell’ambito del processo instaurato, il Giudice omologherà o deciderà, tra le altre, sulle seguenti condizioni: - il Suo mantenimento: visto che Lei non ha un reddito adeguato poiché presta servizio come collaboratrice domestica solo per poche ore alla settimana (al contrario di Suo marito che invece lavora stabilmente), chiederà al Giudice di disporre che Suo marito Le versi mensilmente una somma utile al Suo sostentamento; - l’addebito della separazione: Lei afferma che Suo marito non la rispetta e la insulta, pertanto potrà chiedere al Giudice una pronuncia di addebito per violazione dei doveri che nascono dal matrimonio; - l’affidamento dei figli e loro mantenimento (se ci sono); - l’assegnazione della casa coniugale: deciderà il Giudice chi di Voi due dovrà continuare a vivere nella casa dove abitate adesso. Precisiamo quindi che, se anche Suo marito è d’accordo nel separarvi, potrete procedere con la separazione consensuale, stabilendo Voi le condizioni relative ai temi sopra accennati (mantenimento, casa, figli): il Tribunale si limiterà ad omologare il Vostro accordo. In ipotesi di mancato accordo tra i coniugi, la separazione dovrà essere giudiziale: in questo caso vi sarà un vero e proprio processo, composto da una pluralità di udienze e che si concluderà con una sentenza. Quanto alla scarsa disponibilità economica, Le segnaliamo che può accedere al “gratuito patrocinio” (in questo caso l’Avvocato che la assisterà non verrà pagato da Lei ma dallo Stato).

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