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Convivenza e residenza all’estero: problema?
Unioni civili e Convivenza | (19/09/2017)
Buongiorno, Convivo da un anno in Repubblica Dominicana con una cittadina dominicana, e siamo in attesa di un figlio. Volendo rientrare in Italia con la mia compagna pensavamo di registrare in Italia la nostra unione di fatto, eventualmente attraverso l'ambasciata italiana a Santo Domingo, se é possibile, per poi chiedere un visto per la mia compagna per entrare in Italia. La domanda é: possiamo registrare dall'estero la nostra unione di fatto e verra concesso un visto alla mia compagna per entrare in Italia, sulla base dell'unione di fatto registrata?
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Risposta del 19/09/2017
Il caso che ci sottopone, rientra nello schema del rapporto di convivenza, posto che per il nostro Ordinamento è così che viene definito e disciplinato un rapporto stabile tra due adulti, che esuli dalla forme del matrimonio e posto che l’unione civile è riservata alle coppie dello stesso sesso. In concreto la Legge italiana riconosce quindi il matrimonio, l’unione civile e la convivenza (di fatto o formalizzata con dichiarazione di convivenza). Mentre il matrimonio e le unioni civili contratti all’estero possono e debbono essere trascritti sui registri di stato civile all’anagrafe italiana, la convivenza reca un profilo dagli effetti decisamente meno immediati, se contratta tra due cittadini non entrambi italiani. Infatti, il contratto di convivenza è regolato dalla legge italiana quando i contraenti siano entrambi cittadini italiani o risiedono in Italia; se i conviventi contraenti sono di nazionalità differenti, e risiedano all’estero, la legge applicabile sarà quella di tale Paese. *** Nel caso di specie riteniamo di non confermarLe possa trascriversi il Vostro rapporto, come formalizzato attualmente, presso l’anagrafe italiana. Lo schema che regola ora il rapporto pretenderebbe che la Sua compagna avesse la residenza in Italia (quindi con permesso di soggiorno per motivi di lavoro o permesso che consenta una registrazione anagrafica), così da fissare una residenza comune e stipulare un contratto di convivenza. Come ha precisato con una nota il Ministero dell’Interno, “la disciplina della convivenza di fatto si applica solo ai cittadini italiani o stranieri residenti in Italia”. Nel Vostro caso, sarò valutabile e percorribile la seguente opzione. Alla nascita del bambino, cittadino italiano per ius sanguinis (cittadinanza del padre), potrà rientrare in Italia alla Sua residenza. La Sua compagna, rivolgendosi all’Ambasciata Italiana presso la Repubblica Dominicana, richiederà un permesso di soggiorno di lunga durata per motivi familiari. L’Ambasciata, valutato anche il parere della Prefettura locale italiana, potrà rilasciare un nulla osta per l’ingresso sul territorio italiano. Con un permesso di soggiorno di lunga durata la madre potrà fissare le residenza in Italia, che costituirà presupposto per formalizzare sia la dichiarazione di convivenza (che fa sorgere i diritti di assistenza morale tra la coppia tipici del matrimonio) sia il contratto di convivenza (che regola i rapporti economici e il regime patrimoniale della coppia. Le consigliamo di assumere sin d’ora informazioni presso l’Ambasciata locale, per verificare la sussistenza dei requisiti di tale soluzione e, nel caso, abbreviare i tempi.

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