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Unione civile: il mio capo lo saprà ?
Unioni civili e Convivenza | (12/02/2017)
Salve, vorrei sapere per quanto riguarda le Unioni civili se il mio datore di lavoro una volta ufficializzata l'unione ma senza chiedere i 15 giorni prematrimoniali e senza chiedere assegni dovrò comunque comunicarlo? Verrà comunque a saperlo?
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Risposta del 12/02/2017
Per rispondere al Suo quesito, dobbiamo fare riferimento alla legge sulle unioni civili e convivenze di fatto, la cosiddetta legge Cirinnà, entrata in vigore nel nostro paese il 5 giugno 2016. In base alla suddetta legge, le unioni civili - ovvero le unioni tra persone dello stesso sesso -vengono trascritte nei registri anagrafici alla stessa stregua dei matrimoni. Pertanto, una volta costituita l’unione civile mediante dichiarazione avanti all’Ufficiale di Stato Civile, l’atto viene registrato negli archivi dello Stato Civile ed è certificabile. Inoltre la legge Cirinnà consente alle parti di assumere un cognome comune, scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all'ufficiale di stato civile. Il regime patrimoniale dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, in assenza di convenzione patrimoniale, è costituito dalla comunione dei beni. L’eventuale scelta della separazione dei beni può essere inserita nell’atto di costituzione dell’unione civile davanti all’Ufficiale di Stato Civile oppure essere formata successivamente, come peraltro già avviene per il matrimonio. In conclusione, venendo al Suo quesito, Lei non è tenuta a comunicare l’unione civile al Suo datore di lavoro, ma quest’ultimo ne può venire a conoscenza, qualora facesse richiesta dei Suoi certificati anagrafici. Infatti, l’Unione risulterà, ad esempio, sullo stato di famiglia, così come l’eventuale nuova residenza condivisa dalla coppia, sul certificato di residenza

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