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Separazione: quando iniziare una nuova relazione?
Separazione dei coniugi | (07/04/2018)

In caso di separazione giudiziale, una volta tenutasi l'udienza presidenziale e rifiutata la conciliazione, dopo quanti giorni vengono emessi i provvedimenti disciplinari provvisori? Dopo quanto tempo la Parte che ha avviato il ricorso può iniziare un altra relazione?

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Risposta del 07/04/2018

La voce "provvedimenti disciplinari" non rientra nel contesto della separazione, giudiziale o consensuale (almeno sotto il profilo civile). 

Nel caso, il Tribunale in corso di causa, sin dalla prima udienza e ove rilevi la necessità, può assumere provvedimenti immediati circa il mantenimento al coniuge e/o ai figli, il diritto di abitazione e quant'altro possa disciplinare il regime di separazione di fatto (che  - non essendo ancora intervenuta una sentenza di separazione - anticipa quello legale).

Le tempistiche possono essere immediate, quindi assunte contestualmente alla stessa prima udienza, o differite ove il Tribunale, alla prima udienza, si riservi. I termini per lo scioglimento della riserva non sono perentori e, per quanto siano fissati in 5 (cinque) giorni, la loro natura meramente ordinatoria fa si che spesso, se non sempre, tale termine sia superato, rimettendosi all'agenda del Giudice.

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Quanto alla nuova relazione, non è previsto naturalmente un termine di legge. Il matrimonio prevede l'obbligo di convivenza e fedeltà. Il venire meno della solidarietà affettiva ed emotiva della coppia, con una crisi già conclamata, sfociata nel ricorso per la separazione, attenua senza dubbio tali doveri.

Questi sono attenuati a tal punto che, proprio per l'effetto di una crisi già in atto e non conseguenza di un tradimento, una eventuale nuova relazione non potrà essere letta come motivo di addebito della separazione.

In concreto, se la nuova relazione è conseguenza e non causa della crisi coniugale, nulla osta a coltivarla.

L'unico scrupolo può riservarsi per ragioni di opportunità e segnatamente sotto il profilo economico. Va da sé, a titolo di mero e non esaustivo esempio, come avrebbe poco senso richiedere un assegno di mantenimento al marito, per convivere immediatamente con un nuovo compagno, condizione che può comportarne la revoca immediata. 

 

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