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Covid-19, l’impatto nelle relazioni commerciali tra imprese: intervista ad Aaron Pugliesi – Segretario Generale e CEO della Camera di Commercio Britannica per l’Italia (2020)

Area legale: Diritto delle società

In questa breve intervista facciamo il punto con il Segretario Generale e CEO della Camera di Commercio Britannica per l’Italia, Aaron Pugliesi (si veda in note riferimenti biografici, ndr) , in relazione agli impatti che la pandemia da Covid-19 sta avendo (e probabilmente avrà) nelle relazioni commerciali tra imprese.

 

1. Domanda: Buongiorno Segretario, l’emergenza Covid-19 ha innescato una crisi economica sistemica e profonda a livello mondiale. In particolare, avete notato un incremento della litigiosità tra le imprese che operano tramite la vostra Camera in seguito all’emergenza coronavirus?

Risposta: Buongiorno Avvocato Achilli e grazie per l’invito.  Per il momento, fortunatamente non abbiamo registrato segnali di incremento del contenzioso tra imprese, ma il tema che solleva è senz’altro molto attuale per via del fatto che a cascata, le filiere produttive e le supply-chains stanno subendo delle interruzioni, facendo scattare delle clausole contrattuali raramente impugnate, come la causa di forza maggiore.  In molti casi, le aziende stanno affrettandosi ad adeguare i loro contratti con precauzioni in tal senso.  Avevamo già assistito a un fenomeno analogo negli anni scorsi per via della Brexit.

 

2. Domanda: Come vengono risolte (tendenzialmente), eventuali contestazioni tra le imprese che hanno avuto origine dall’emergenza sanitaria? Immagino fornitori non più in grado di adempiere nei termini di contratto etc.? Si cerca una soluzione negoziale oppure vi aspettate un’intensificazione dei contenziosi giudiziari?

Risposta: Il contenzioso giudiziale in Italia spesso spaventa le aziende internazionali, che hanno difficoltà nel prevederne la portata e la durata.  Per questo motivo, si fa ricorso molto più volentieri alla negoziazione commerciale, anche a costo di rinunciare a qualcosa.  Ovviamente, il tavolo negoziale non è sempre in piano, i fattori in gioco sono tanti, dalla dimensione delle parti, alle formule definite in fase di accordo che disciplinano i rapporti e le responsabilità.

 

3. Domanda: Come vi aspettate impatterà, anche da un punto di vista delle relazioni commerciali (e dei contratti che le regolano), nel prossimo futuro, l’emergenza Covid-19? Ovviamente mi riferisco ai rapporti che la vostra Camera segue per mandato istituzionale.

Risposta: La Camera, per sua consuetudine, evita di intervenire sul piano legale delle relazioni, privilegiando, invece, le relazioni istituzionali e commerciali, sviluppando il dialogo tra i diversi paesi, nei differenti settori e attraverso numerosi canali, territoriali, aggregativi o anche diretti.  Creiamo così le migliori condizioni per incoraggiare lo sviluppo di nuove relazioni commerciali ed il potenziamento di quelle già in essere, lasciando agli studi professionali, come il vostro,  il compito di formalizzare gli accordi più tutelanti per le eventualità più disparate.  Il vostro, soprattutto in fase contrattuale, è un ruolo strategico, ben noto agli inglesi: infatti e non a caso, la professione dell’avvocato in UK è onnipresente in tutte le trattative.

 

4. Domanda: Quanto alla Brexit, quale ritiene che sia lo scenario più plausibile per i rapporti economici tra Ita-UK dopo l’emergenza Covid-19 e la definitiva uscita dell’UK dalla UE?

Risposta: Il governo UK ha già spazzato via ogni ipotesi di eventuali rinvii della Brexit.  Pertanto, con la fine del periodo di transizione, inderogabilmente fissata per il 31 dicembre 2020, i tempi per negoziare degli accordi commerciali tra il Regno Unito e la Comunità Europea sono davvero stretti.  L’epidemia ha poi interrotto a più riprese le negoziazioni su molti piani.  Gli stessi Michel Barnier e Boris Johnson, avendo contratto il virus, sono stati lontani dai tavoli negoziali per settimane e così il suddetto termine si avvicina, lasciando tutti con il fiato sospeso. Comunque, credo che, indipendentemente dall’esito dei negoziati e dalla capacità delle parti di arrivare alla formalizzazione di un accordo, le relazioni Commerciali tra i due paesi non subiranno monumentali variazioni.  Certo è che in caso di “no deal” la complessità e i costi per mantenere i rapporti saranno molti e non gioveranno nessuno.

 

5. Domanda: Quale ruolo ha la Camera di Commercio Britannica in questo momento di grave crisi economica?

Risposta: La Camera ha nella sua mission l’impegno di sostenere i propri associati e promuovere i loro interessi.  In questo periodo, come indicato dal nostro Presidente Tom Noad, stiamo facendo del nostro meglio per essere vicini a ciascun socio, fornendo loro informazioni attendibili, aggiornate e chiare sulla situazione economica, che è in rapida evoluzione.  Lo facciamo con seminari online, incontri con le istituzioni, e riunioni a porte chiuse secondo le regole dette “Chatham House Rule”, il tutto per consentire a imprenditori e manager di prendere decisioni strategiche nelle migliori condizioni.  Inoltre, nonostante l’impossibilità di fare i nostri consueti distintivi eventi di networking presso sedi istituzionali e grand hotels, stiamo continuando a svolgere molti incontri online, mirati per continuare a favorire le relazioni tra le figure strategiche delle nostre aziende, ossia CEO, HR director, CFO, legal counsel; insomma la Camera cerca di fare tutto quello che può per far crescere la rete.

 

6. Domanda: Chi e come si può aderire alla Camera di Commercio Britannica per l’Italia?

Risposta: L’adesione alla Camera è del tutto volontaria e possono aderirvi tutte le aziende, anche in assenza di legame diretto con il Regno Unito. È sufficiente farne domanda ed impegnarsi ad aderire alle regole di condotta, quelle sì, rigorosamente British!  C’è poi una fee annuale, che per la maggior parte dei soci varia dai €750 ai €3500, a seconda del livello di membership richiesto.

 

Molte grazie per il tempo che ci ha dedicato e buon lavoro. 

 

 

Avvocato Livia I. Achilli

 

 

____________________

Nota:

 

Aaron Pugliesi ricopre dall’anno 2017 l’incarico di Segretario Generale e CEO della Camera di Commercio Britannica per l’Italia (https://britishchamber.it/staff/). E’ inoltre Managing Director e Co-Founder di Easy Milano (https://easymilano.com).

 

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