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Immobili | (06/03/2016)
buongiorno,dovremmo vendere un immobile per gravi motivi in quanto abbiamo grande difficoltà a pagare le spese,IMU etcetera... Purtroppo un negozio di questo immobile ( ha altri 3 negozi) è affittato e mancano 3 anni alla fine dei 12 anni.Il fatto è che nessuno vuole comprare l' immobile con un inquilino specie i costruttori che hanno necessità di demolire.Avevo una proposta d' acquisto ma il conduttore ha fatto richiesta di una cifra troppo elevata rispetto a quello che mi offrivano.Notare che il conduttore attuale ha comprato l' attività l'anno scorso ma il contratto d'affitto scade a luglio 2019.Ho letto che in caso di risoluzione anticipata del locatore bisogna corrispondere all' inquilino 18 mensilità ,per cui 18 x 1100=19800 euro, ma penso che non sia finita qui e l' inquilino possa esigere oltre indennità per l'avviamento anche altre spese..che so...mancato guadagno.., spese per imbiancatura .eccetera..Potrei sapere a quanto potrebbe ammontare una richiesta ovvero che voci potrebbe contenere per poterla ,in qualche modo, calcolare. Inoltre alla distanza di circa 3 anni posso chiedere la risoluzione ,mandando preavviso di una anno e la necessita' di vendere vuoto l'immobile puo' essere motivo grave oppure no?
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avvocato Livia Achilli
Avvocato Livia Achilli
Risposta del 06/03/2016
In merito alla Sua richiesta, Le espongo quanto segue. Con riferimento alla seconda scadenza di un contratto di locazione commerciale (nel Suo caso i 6+6 scadono nel 2019), la legge impone al locatore di inviare 12 mesi prima della seconda scadenza comunicazione di disdetta scritta al conduttore, anche senza giustificati motivi. Alla scadenza del contratto, il conduttore deve consegnare l’immobile al locatore. Inoltre, il locatore ha obbligo di pagare l’indennità per perdita di avviamento, pari a 18 mensilità dell’ultimo canone di locazione corrisposto. Tale importo non è modificabile. Non vi sono ulteriori indennità, salvo che prima che sia decorso un anno dalla cessazione del contratto di locazione, il locatore o un terzo riutilizzino l’immobile per esercitare la stessa attività o un’attività affine a quella già esercitata dal precedente conduttore. Con riferimenti ai costi di imbiancatura, dovremmo rifarci a quanto previsto nel suo contratto in merito. Per concludere, le rappresento che il contratto di locazione commerciale potrebbe avere delle ulteriori particolarità a seconda delle attività professionali svolte all’interno dell’immobile locato, come ad esempio attività professionali senza contatti con il pubblico, attività transitorie e attività di gestione di alberghi e teatri.

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