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Ex moglie e casa comune: come si fa?
Immobili | (15/04/2018)
Salve, ho 61 anni e non ho ancora i requisiti per andare in pensione, sono divorziato dal 2016 .. ho un appartamento del valore di circa 180 mila euro in proprietà al 50% con la mia ex moglie, che lo abita. Ora, io ho gravi problemi di lavoro e salute, sono disoccupato da oltre un anno e questo si ripercuote sulla mia salute sia mentale che fisica; oltre che sul mio attuale rapporto di convivenza ( in essere da 12 anni). Vorrei poter riavere la metà del valore dell’immobile, ma la mia ex moglie non vuole vendere e nemmeno comprare la mia metà. Non so come fare e quali passi intraprendere. Potreste darmi un consiglio? Grazie
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Risposta del 15/04/2018

In ipotesi di comproprietà su un bene immobile e ove ricorra la volontà di un titolare di dividere il bene e quindi liquidare la quota spettante si profilano una soluzione stragiudiziale consensuale con l'altro proprietario o la soluzione giudiziale.

La via consensuale permette di alienare la propria quota all'altro comproprietario, ovvero di trovare un accordo per vendere il bene a terzi.

Pur avendo ben recepito come la Sua ex moglie non intenda trovare un accordo sui precedenti punti, ci permettiamo di illustrarli ugualmente, poichè riteniamo sia da valutare come la soluzione meno onerosa e più veloce.

L'alternativa giudiziale è, infatti, costosa e impegnativa in termini di tempo.

Innanzitutto una causa di divisione giudiziale deve obbligatoriamente essere preceduta dalla c.d. mediazione obbligatoria. Si tratta di una procedura propedeutica la causa ordinaria avanti il Tribunale, che si tiene presso un Organismo di mediazione.

L'Organismo tenta ancora una composizione bonaria della vicenda: in caso di verbale negativo, residua appunto la via giudiziale.

Con atto di citazione si domanda al Tribunale territorialmente competente di dividere la proprietà. Il Giudice dovrà nominare un Ctu (consulente tecnico d'ufficio) che stabilirà se il bene immobile possa essere materialmente diviso e stimerà il valore commerciale.

Persistendo il disaccordo dei comproprietari sul destino del bene, la casa sarà messa in vendita all'asta.

Ciò potrebbe comportare, oltre ad ulteriori costi da aggiungersi alle spese processuali ed ai compensi dei legali, un significativo decremento del guadagno sulla vendita.

Il suggerimento è quindi di prospettare a Sua sorella tali opzioni, al fine di convincerla a trovare una soluzione comune per la vendita. 

 

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