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Non ho riconosciuto mio figlio all’atto della nascita. Come posso farlo successivamente?
Famiglia | (30/05/2019)

La mia ex compagna e madre di mio figlio, non mi fa avere rapporti con il bambino che ora ha sei anni, e io solo ora mi faccio avanti per riconoscerlo, questo perché avuto in giovane età, l'inizio della mia carriera lavorativa, quindi solo ora sono in grado di riconoscere e aiutare anche economicamente le spese e tutto quello che riguarda ...

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Risposta del 30/05/2019

Da quanto descrive ricaviamo come il minore non sia ancora stato riconosciuto da parte Sua, per vicende personali pregresse.

Il riconoscimento del minore, successivamente al momento del parto e quindi all'ipotesi di riconoscimento contestuale con la mamma e conferimento del cognome paterno, può avvenire anche in un momento successivo.

Nel caso in cui vi sia l'assenso della madre, il riconoscimento può operarsi con:

(i) dichiarazione avanti l'ufficiale dell'anagrafe o

(ii) dichiarazione in atto pubblico avanti notaio.

Se non sussista l'accordo della madre, il padre che intenda riconoscere il figlio, deve accedere al Tribunale competente, al fine di accertare la paternità e che il primario interesse del minore coincida con l'iniziativa del ricorrente.

Come correttamente sostiente, il riconoscimento comporta il sorgere in capo al genitore dei doveri collegati alla genitorialità, ovvero di mantenimento, istruzione ed educazione (sono i doveri inerenti la responsabilità genitoriale).

L'operatività di tali diritti decorre dal momento della nascita e non del riconoscimento; ciò significa che la madre potrebbe anche richiedere la rifusione della somme sostenute integralmente dalla stessa, nell'interesse del minore, e imputabili alla quota dell'altro genitore.

Tale iniziativa si legga non solo come un diritto del padre quindi, ma anche come un interesse (e successivamente un diritto) del figlio ad avere un padre, con il corredo di un arricchimento affettivo, emotivo e del sostegno materiale ed economico.

Avvocato Fabrizio Tronca

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